Matilde Serao

Matilde Serao
Note biografiche
Matilde Serao

Matilde Serao

Matilde Serao nasce a Patrasso (GR) nel 1856 dove il padre si era rifugiato per sottrarsi alla polizia borbonica. La madre è la greca Paolina Bonelli.

La famiglia nel 1860 torna a Napoli ed il padre di Matilde riprende la sua attività di pubblicista con rapporti di lavoro precari che fanno condurre alla famiglia una vita difficile e di povertà. Matilde non segue un lineare percorso scolastico ed impara a scrivere tardi, si diploma alla scuola normale femminile. Si impiega presso i Telegrafi di Stato.

Nel 1878 pubblica un primo romanzo Opale e comincia a collaborare con alcuni giornali.

Nel 1882 si trasferisce a Roma dove diventa redattrice del Capitan Fracassa. In quegli anni comincia la sua ricca produzione letteraria, romanzi, racconti, saggi e la quotidiana attività giornalistica.

Nel 1885 si sposa con Edoardo Scarfoglio con cui fonda il Corriere di Roma.

Nel 1902 Scarfoglio con Serao fondano il Mattino di Napoli. Serao nel 1903 si dimette dal Mattino e si separa da Scarfoglio. Dopo una breve parentesi con la fondazione di una nuova rivista la Settimana Matilde Serao fonda (prima donna in Italia) un nuovo quotidiano: Il Giorno.

Nel 1926 Serao viene candidata al premio Nobel per la letteratura ma la sua nomina viene bloccata da Mussolini per le sue posizioni antifasciste.

Muore nel 1927 al suo tavolo di lavoro nella redazione del Giorno.

Note biografiche
Matilde Serao

Matilde Serao

Matilde Serao nasce a Patrasso (GR) nel 1856 dove il padre si era rifugiato per sottrarsi alla polizia borbonica. La madre è la greca Paolina Bonelli.

La famiglia nel 1860 torna a Napoli ed il padre di Matilde riprende la sua attività di pubblicista con rapporti di lavoro precari che fanno condurre alla famiglia una vita difficile e di povertà. Matilde non segue un lineare percorso scolastico ed impara a scrivere tardi, si diploma alla scuola normale femminile. Si impiega presso i Telegrafi di Stato.

Nel 1878 pubblica un primo romanzo Opale e comincia a collaborare con alcuni giornali.

Nel 1882 si trasferisce a Roma dove diventa redattrice del Capitan Fracassa. In quegli anni comincia la sua ricca produzione letteraria, romanzi, racconti, saggi e la quotidiana attività giornalistica.

Nel 1885 si sposa con Edoardo Scarfoglio con cui fonda il Corriere di Roma.

Nel 1902 Scarfoglio con Serao fondano il Mattino di Napoli. Serao nel 1903 si dimette dal Mattino e si separa da Scarfoglio. Dopo una breve parentesi con la fondazione di una nuova rivista la Settimana Matilde Serao fonda (prima donna in Italia) un nuovo quotidiano: Il Giorno.

Nel 1926 Serao viene candidata al premio Nobel per la letteratura ma la sua nomina viene bloccata da Mussolini per le sue posizioni antifasciste.

Muore nel 1927 al suo tavolo di lavoro nella redazione del Giorno.

Ritratto

Serao in una lettera ad Olga Ossani le dice: “Cara Olghetella, perché sei trasparente? Come fai a dimagrire ancora? E io che lo vorrei, non vi arrivo.“

Ossani in un album la descrive così: Salute insolente e impertinenza organica. Miopia costituzionale. Grande passione per i maccheroni, i dolci squisiti, e i libri. Odio infantile e radicato allo scrivere, con relativa calligrafia orribile . Nessuna cultura classica. Lettura straordinaria, imbrogliata scientifica e romanzesca. […] Concorso al telegrafo, riuscita la seconda , rimastavi dal 74 a 77. Cattiva impiegata per condotta, eccellente per lavoro”. (2)

Edith Wharton, scrittrice statutinitense, che conobbe Serao nei salotti parigini scrive: “tra le donne che ho incontrato là, la più straodinaria è stata senza dubbio Matilde Serao, giornalista napoletana, […] Con il suo abbigliamento e la sua cadenza stridenti appariva assurda in quel salotto, dove tutto era in penombra e in semitono – ma quando cominciava a parlare era padrona del campo.[…] Aveva un senso virile del fair-play, sapeva ascoltare e non si dilungava mai troppo su un argomento ma interveniva con le sue battute al momento giusto.” (2)

 

 


(1) Da Cordova Ferdinando, “Caro Olgogigi” Lettere ad Olga e Luigi Lodi. Dalla Roma bizantina all’Italia fascista (1881-1933), Milano, Franco Angeli, 2003 lettera 40 pag. 135
(2) Da Cordova Ferdinando, “Caro Olgogigi” Lettere ad Olga e Luigi Lodi. Dalla Roma bizantina all’Italia fascista (1881-1933), Milano, Franco Angeli, 2003 lettera 40 pag. 135
(3) E.Whatman, Uno sguardo indietro. Autobiografia, Editori riuniti, Roma 1984 pag 218

Vita sentimentale: tra amore e giornalismo

La vita sentimentale di Serao si intreccia per tutta la sua esistenza con la sua passione per il lavoro di giornalista. Dopo una breve relazione con Luigi Lodi (che successivamente sposerà Olga Ossani) direttore del Capitan Fracassa di cui è stata la prima donna, redattrice alla fine di un periodo burrascoso sposa nel 1885 il giornalista Edoardo Scarfoglio, che a sua volta aveva avuto una relazione con la Ossani.

Tali relazioni intrecciate non pesarono mai sull’amicizia vera e sincera tra i quattro.

Matilde Serao ed Edoardo Scarfoglio

Matilde Serao ed Edoardo Scarfoglio

Edoardo Scarfoglio, prima del matrimonio , sul giornale letterario Il libro di Don Chisciotte, aveva recensito negativamente l’opera di Serao: […] “Si può dire che essa sia come una materia inorganica, come una minestra fatta di tutti gli avanzi di un banchetto copioso, nella quale certi pigmenti troppo forti tentano invano di saporire la scipitaggine dell’insieme […] Il linguaggio poi vi si dissolve sotto le mani per l’inesattezza, per l’inopportunità,per la miscela di vocaboli dialettali italiani e francesi». Una stroncatura vera e propria. Dopo il matrimonio Serao e Scarfoglio fondano il Corriere di Roma e successivamente, anche a causa della vita economicamente difficile del giornale, trasferitosi a Napoli, avendo trovato casualmente un finanziatore, fondarono il Corriere di Napoli e un paio d’anni dopo il Mattino di Napoli.

Durante il periodo matrimoniale Serao ha 4 figli, senza far mai venire meno il suo impegno per il giornale e la scrittura. Scarfoglio durante il matrimonio ha numerose avventure amorose di cui Serao era quasi sempre a conoscenza. Una in particolare con l’artista di teatro Gabrielle Bessard è la più nota e drammatica. Dopo due anni di relazione Bessard ha una figlia da Scarfoglio. Nell’agosto del 1894 Bessard si presenta a casa Scarfoglio – Serao consegna la bambina a Matilde e un biglietto per Scarfoglio poi si spara. La bambina verrà affidata a Serao che la chiamerà Paolina.

Nel 1900 Il Mattino viene coinvolto in numerose vicende anche giudiziarie e Serao anche per i dissidi con Scarfoglio si dimette.

Matilde Serao ed Edoardo Scarfoglio

Nel 1903 con il suo nuovo compagno Giuseppe Natale (con cui si sposerà alla morte di Scarfoglio nel 1917 e da cui avrà una figlia) fonda il nuovo quotidiano Il Giorno prima donna in Italia.

 


(4) https://ilmiolibro.kataweb.it/recensione/catalogo/126275/la-scrittrice-orgogliosa-di-non-saper-scrivere/

Vita sentimentale: tra amore e giornalismo

La vita sentimentale di Serao si intreccia per tutta la sua esistenza con la sua passione per il lavoro di giornalista. Dopo una breve relazione con Luigi Lodi (che successivamente sposerà Olga Ossani) direttore del Capitan Fracassa di cui è stata la prima donna, redattrice alla fine di un periodo burrascoso sposa nel 1885 il giornalista Edoardo Scarfoglio, che a sua volta aveva avuto una relazione con la Ossani.

Tali relazioni intrecciate non pesarono mai sull’amicizia vera e sincera tra i quattro.

Matilde Serao ed Edoardo Scarfoglio

Matilde Serao ed Edoardo Scarfoglio

Edoardo Scarfoglio, prima del matrimonio , sul giornale letterario Il libro di Don Chisciotte, aveva recensito negativamente l’opera di Serao: […] “Si può dire che essa sia come una materia inorganica, come una minestra fatta di tutti gli avanzi di un banchetto copioso, nella quale certi pigmenti troppo forti tentano invano di saporire la scipitaggine dell’insieme […] Il linguaggio poi vi si dissolve sotto le mani per l’inesattezza, per l’inopportunità,per la miscela di vocaboli dialettali italiani e francesi». Una stroncatura vera e propria. Dopo il matrimonio Serao e Scarfoglio fondano il Corriere di Roma e successivamente, anche a causa della vita economicamente difficile del giornale, trasferitosi a Napoli, avendo trovato casualmente un finanziatore, fondarono il Corriere di Napoli e un paio d’anni dopo il Mattino di Napoli.

Durante il periodo matrimoniale Serao ha 4 figli, senza far mai venire meno il suo impegno per il giornale e la scrittura. Scarfoglio durante il matrimonio ha numerose avventure amorose di cui Serao è quasi sempre a conoscenza. Una in particolare con l’artista di teatro Gabrielle Bessard è la più nota e drammatica. Dopo due anni di relazione Bessard ha una figlia da Scarfoglio. Nell’agosto del 1894 Bessard si presenta a casa Scarfoglio – Serao consegna la bambina a Matilde e un biglietto per Scarfoglio poi si spara. La bambina verrà affidata a Serao che la chiamerà Paolina.

Nel 1900 Il Mattino viene coinvolto in numerose vicende anche giudiziarie e Serao anche per i dissidi con Scarfoglio si dimette.

Matilde Serao ed Edoardo Scarfoglio

Nel 1903 con il suo nuovo compagno Giuseppe Natale (con cui si sposerà alla morte di Scarfoglio nel 1917 e da cui avrà una figlia) fonda il nuovo quotidiano Il Giorno prima donna in Italia.

 


(4) https://ilmiolibro.kataweb.it/recensione/catalogo/126275/la-scrittrice-orgogliosa-di-non-saper-scrivere/

Il colera a Napoli

Nel 1884, in varie parti d’Italia, tra cui a Napoli scoppia un epidemia di colera. Il diverso comportamento nei confronti di questa epidemia creerà una momento di parziale rottura tra Ossani e Serao per il loro diverso impegno in quel momento.

Serao dedica a questo momento un famoso scritto il Ventre di Napoli nel quale descrive la vita nei quartieri popolari e poveri di Napoli, con il suo degrado, l’assenza di ogni struttura igienica ed il Governo de Pretis promuove lo sventramento allo scopo di risanarli che la scrittrice definisce più un’attività di speculazione edilizia che di vero risanamento sociale. Ossani invece si mette a disposizione come volontaria per assistere gli ammalati collaborando con la “Croce Bianca”.

Come scrive in una lettera alla madre “Cara mamma, […] Non ho scritto a Matilde da 4 o 5 mesi in qua, che un breve e febbrile biglietto, nel quale reclamavo la sua presenza qui , con queste parole che ricordo precisamente. Nella tua Napoli si soffre e si muore. Devi venire. Questo biglietto, dettato da uno squisito senso di delicatezza, quale solo io so di avere per i miei amici, non aveva altro scopo che di lasciare prendere a lei, napoletana, l’iniziativa della carità verso Napoli. Questo biglietto, scritto al primo apparire dell’epidemia prova come fin d’allora io avessi il proponimento di fare ciò che feci poi. Non c’era ancora Croce Bianca, o verde, o rossa. Non ho mai più scritto una sola parola a Matilde, perché l’esserne rimasta lontana dal suo paese nel momento del pericolo e della sventura ha mutato molto i miei sentimenti verso di lei. Le donne che si permettono delle ribellioni alle leggi sociali, debbono affermare nelle occasioni rarissime d’eroismo e di fortezza , che può offrire la nostra vita scialba, il loro diritto alla ribellione e alla indipendenza.

Ora Matilde non ha saputo essere audace e forte nel pericolo quanto negli amori”. (5)

 

 


(5) Cordova Ferdinando, “Caro Olgogigi” Lettere ad Olga e Luigi Lodi. Dalla Roma bizantina all’Italia fascista (1881-1933), Milano, Franco Angeli, 2003 pag 15

Femminista anti femminista
Matilde Serao

Matilde Serao

«La donna– scrive su Il Corriere di Roma il 6 aprile 1887– non deve avere opinione politica; che può essere, al più, monarchica, così, per istinto di pace, per sentimento di devozione, ma che non deve permettersi professione di fede politica, in pubblico giammai. E ciò per la grande ragione della poesia muliebre: poesia che viene dal silenzio e dal riserbo, da un alto senso di decoro, da un amore costante delle cose oneste e nobili. Vastissimo essendo il campo morale in cui può dignitosamente manifestarsi l’intelletto e il cuore femminile; è inutile, è ridicolo, è dannoso per lei il discendere alle volgarità, alle mediocrità, alle sciocchezzuole basse della politica». (6)

Serao si pone durante tutta la vita in opposizione ai nuovi movimenti che si prefiggevano il voto alle donne, il divorzio, i diritti civili per le donne. In ciò è in palese contrasto con molte donne dell’epoca, anche donne con le quali condivide vera amicizia: Olga Ossani prima di tutte. E’ contraria anche all’organizzazione dei comitati privilegiando esclusivamente il ruolo individuale che partisse dal basso.

Serao, con una vita libera, fuori dagli stereotipi non esita ad entrare in conflitto dalle pagine dei suoi giornali con le rappresentanti del primo femminismo italiano in particolare Anna Maria Mozzoni, ed Anna Kuliscioff.

Sebbene abbia la capacità di capire le donne e riconoscere la loro condizione ed eccezionalità come scrittrice, Serao è apertamente antifemminista. Anche se sono proprio le donne l’oggetto dei suoi romanzi, mai usa la sua posizione nel giornale (“Il Mattino”) per migliorare la loro situazione, anzi, scrive contro le cause femministe come ad esempio quelle del suffragio o del divorzio. Nel 1901 scrive l’articolo per lo stesso giornale, intitolato I figli una polemica contro il divorzio. (7)

Eppure è lei una delle prime che denuncia le molestie sessuali ed i pregiudizi cui sono oggetto le donne lavoratrici in particolare le maestre. In un articolo Come muoiono le maestre, in “Corriere di Roma”, 25 giugno 1886. “denunciava le misere condizioni in cui le insegnanti erano costrette a vivere e a lavorare e dava visibilità al caso di una giovane maestra che si era buttata dal campanile della chiesa per disperazione, di un’altra che si era avvelenata, di un’altra ancora che era morta di fame e di fatica tornando a piedi dalla famiglia e camminando digiuna per decine di chilometri, dopo che il comune aveva chiuso la scuola per mancanza di fondi e di altri casi di storie drammatiche che avevano per protagoniste giovani maestre“. (8)

Parla una donna

“Parla una donna” di Matilde Serao

Di una di loro Isabella Diaz Serao ci racconta: “Isabella è un’educatrice istintiva, ma coltissima. Lei i metodi educativi non li applica solo a senso, ma li studia e li rinnova: Semplificato il metodo di sillabazione, modificato l’insegnamento della geografia, in meglio. Arriva persino a vincere la medaglia d’oro nazionale all’esposizione pedagogica. […] Ma la società non è pronta per una donna che sia in grado di eccellere nella sua professione, avere una famiglia e provare sentimenti. Isabella Diaz nella sua missione è sola, priva di passioni che non riguardino quella educativa, spogliata di ogni femminilità. Se ha qualcosa di bello, è tutto interiore”. (9) Serao in qualche modo riconferma qui la sua teoria che le donne per eccellere devono perdere la loro peculiarità di femminilità, compresa la bellezza. In finale infatti afferma “Fondato un giardino d’infanzia a Portici e un asilo a Pozzuoli, riordinate le scuole a Sarno, ci dice la Serao, ma poi aggiunge, in un inciso ironico messo lì a ricordarci che non è concesso alle donne di aver tutto: Sempre orrenda.” (10)

Bibliogafia: http://www.maldura.unipd.it/italianistica/ALI/serao.html

 


(6) Di Nadia Verdile in https://vitaminevaganti.com/2019/07/20/matilde-serao-la-femminista-antifemminismo/
(7) In https://acta.wn.uw.edu.pl/api/files/view/1830365.pdf
(8) In https://www.enciclopediadelledonne.it/edd.nsf/biografie/italia-donati/
(9) In https://www.osservatoriocattedrale.com/tradizione-italiana-in/2020/12/4/serao-negri-messina-tre-racconti-sulla-maestra#:~:text=Nei%20primi%20giorni%20di%20giugno,in%20un%20momento%20di%20disperazione
(10) ivi

Femminista anti femminista
Matilde Serao

Matilde Serao

«La donna– scrive su Il Corriere di Roma il 6 aprile 1887– non deve avere opinione politica; che può essere, al più, monarchica, così, per istinto di pace, per sentimento di devozione, ma che non deve permettersi professione di fede politica, in pubblico giammai. E ciò per la grande ragione della poesia muliebre: poesia che viene dal silenzio e dal riserbo, da un alto senso di decoro, da un amore costante delle cose oneste e nobili. Vastissimo essendo il campo morale in cui può dignitosamente manifestarsi l’intelletto e il cuore femminile; è inutile, è ridicolo, è dannoso per lei il discendere alle volgarità, alle mediocrità, alle sciocchezzuole basse della politica». (6)

Serao si pone durante tutta la vita in opposizione ai nuovi movimenti che si prefiggevano il voto alle donne, il divorzio, i diritti civili per le donne. In ciò è in palese contrasto con molte donne dell’epoca, anche donne con le quali condivide vera amicizia: Olga Ossani prima di tutte. E’ contraria anche all’organizzazione dei comitati privilegiando esclusivamente il ruolo individuale che partisse dal basso.

Serao, con una vita libera, fuori dagli stereotipi non esita ad entrare in conflitto dalle pagine dei suoi giornali con le rappresentanti del primo femminismo italiano in particolare Anna Maria Mozzoni, ed Anna Kuliscioff.

Sebbene abbia la capacità di capire le donne e riconoscere la loro condizione ed eccezionalità come scrittrice, Serao è apertamente antifemminista. Anche se sono proprio le donne l’oggetto dei suoi romanzi, mai usa la sua posizione nel giornale (“Il Mattino”) per migliorare la loro situazione, anzi, scrive contro le cause femministe come ad esempio quelle del suffragio o del divorzio. Nel 1901 scrisse l’articolo per lo stesso giornale, intitolato I figli una polemica contro il divorzio. (7)

Eppure è lei una delle prime che denuncia le molestie sessuali ed i pregiudizi cui sono oggetto le donne lavoratrici in particolare le maestre. In un articolo Come muoiono le maestre, in “Corriere di Roma”, 25 giugno 1886. “denunciava le misere condizioni in cui le insegnanti erano costrette a vivere e a lavorare e dava visibilità al caso di una giovane maestra che si era buttata dal campanile della chiesa per disperazione, di un’altra che si era avvelenata, di un’altra ancora che era morta di fame e di fatica tornando a piedi dalla famiglia e camminando digiuna per decine di chilometri, dopo che il comune aveva chiuso la scuola per mancanza di fondi e di altri casi di storie drammatiche che avevano per protagoniste giovani maestre“. (8)

Parla una donna

“Parla una donna” di Matilde Serao

Di una di loro Isabella Diaz Serao ci racconta: “Isabella è un’educatrice istintiva, ma coltissima. Lei i metodi educativi non li applica solo a senso, ma li studia e li rinnova: Semplificato il metodo di sillabazione, modificato l’insegnamento della geografia, in meglio. Arriva persino a vincere la medaglia d’oro nazionale all’esposizione pedagogica. […] Ma la società non è pronta per una donna che sia in grado di eccellere nella sua professione, avere una famiglia e provare sentimenti. Isabella Diaz nella sua missione è sola, priva di passioni che non riguardino quella educativa, spogliata di ogni femminilità. Se ha qualcosa di bello, è tutto interiore”. (9) Serao in qualche modo riconferma qui la sua teoria che le donne per eccellere devono perdere la loro peculiarità di femminilità, compresa la bellezza. In finale infatti afferma “Fondato un giardino d’infanzia a Portici e un asilo a Pozzuoli, riordinate le scuole a Sarno, ci dice la Serao, ma poi aggiunge, in un inciso ironico messo lì a ricordarci che non è concesso alle donne di aver tutto: Sempre orrenda.” (10)

Bibliogafia: http://www.maldura.unipd.it/italianistica/ALI/serao.html

 


(6) Di Nadia Verdile in https://vitaminevaganti.com/2019/07/20/matilde-serao-la-femminista-antifemminismo/
(7) In https://acta.wn.uw.edu.pl/api/files/view/1830365.pdf
(8) In https://www.enciclopediadelledonne.it/edd.nsf/biografie/italia-donati/
(9) In https://www.osservatoriocattedrale.com/tradizione-italiana-in/2020/12/4/serao-negri-messina-tre-racconti-sulla-maestra#:~:text=Nei%20primi%20giorni%20di%20giugno,in%20un%20momento%20di%20disperazione
(10) ivi

Febea