Grazia Deledda

Grazia Deledda
Note biografiche
Grazia Deledda

Grazia Deledda

Grazia Deledda nacque a Nuoro, in Sardegna, il 28 settembre 1871, in una famiglia benestante della classe media Ebbe una formazione ampia, dalla letteratura alle altre discipline, dall’età di diciassette anni, nel 1888, iniziò ad essere pubblicata su alcune riviste locali e nazionali con poesie e brevi racconti.

In poco tempo, la sua fama tra letterati e intellettuali crebbe, e Deledda si dedicò ai romanzi. Sposatasi nel 1900, si trasferì a Roma e pubblicò negli anni successivi decine di opere teatrali e romanzi di ottimo successo, come L’edera e Canne al vento che le valse più avanti il prestigioso Premio Nobel per la Letteratura.

Ottenne il riconoscimento nel 1926, per la sua potenza di scrittrice, la seconda donna (e la prima italiana) a vincerlo.

Morì di tumore al seno nel 1936, a 65 anni, il 15 agosto.

Autoritratto

“Le farò la mia silhouette in due o tre righe. Ho vent’anni e sono bruna e un tantino anche…brutta, non tanto però come sembro nell’orribile ritratto in prima pagina di “Fior di Sardegna”. scriveva al Provaglio; ed al famoso editore Emilio Treves: “Ad ogni modo presentandomi a lei, con molta fiducia, le dirò che sono una fanciulla, posso dire un’artista sarda, piena di molta buona volontà, e di molta fede e coraggio”. (1)

 


(1) https://www.portaleletterario.net/rubriche/grazia-deledda-di-neria-de-giovanni/16/un-bambino-di-sesso-femminile

Note biografiche
Grazia Deledda

Grazia Deledda

Grazia Deledda nacque a Nuoro, in Sardegna, il 28 settembre 1871, in una famiglia benestante della classe media Ebbe una formazione ampia, dalla letteratura alle altre discipline, dall’età di diciassette anni, nel 1888, iniziò ad essere pubblicata su alcune riviste locali e nazionali con poesie e brevi racconti.

In poco tempo, la sua fama tra letterati e intellettuali crebbe, e Deledda si dedicò ai romanzi. Sposatasi nel 1900, si trasferì a Roma e pubblicò negli anni successivi decine di opere teatrali e romanzi di ottimo successo, come L’edera e Canne al vento che le valse più avanti il prestigioso Premio Nobel per la Letteratura.

Ottenne il riconoscimento nel 1926, per la sua potenza di scrittrice, la seconda donna (e la prima italiana) a vincerlo.

Morì di tumore al seno nel 1936, a 65 anni, il 15 agosto.

Autoritratto

“Le farò la mia silhouette in due o tre righe. Ho vent’anni e sono bruna e un tantino anche…brutta, non tanto però come sembro nell’orribile ritratto in prima pagina di “Fior di Sardegna”. scriveva al Provaglio; ed al famoso editore Emilio Treves: “Ad ogni modo presentandomi a lei, con molta fiducia, le dirò che sono una fanciulla, posso dire un’artista sarda, piena di molta buona volontà, e di molta fede e coraggio”. (1)

 


(1) https://www.portaleletterario.net/rubriche/grazia-deledda-di-neria-de-giovanni/16/un-bambino-di-sesso-femminile

I salotti Romani e Santa Marinella

Grazia Deledda riuscì ad inserirsi e a farsi conoscere nel mondo della letteratura e della cultura presentandosi nelle numerosissime lettere che andava scrivendo a tutti gli editori, giornalisti, uomini politici, regine e contesse, insomma al mondo che contava, per proporre la propria opera, per autopromuoversi. Così scriveva a Olga Ossani il 23 marzo 1894:

Lettera Deledda

Lettera a Olga Ossani

“Gentilissima Signora, sapendo che lei nutre un po’ di simpatia per la mia povera persona, oso farle spedire dal mio editore (Dessì di Sassari) il mio primo volume di Racconti Sardi. S’Ella vorrà essere così buona da parlarne sui giornali ove scrive, non farà che accrescere la stima, la simpatia e l’ammirazione che io nutro per Febea. Perdoni l’ardire, gentile signora, esaudisca la mia preghiera ed accolga l’omaggio di Grazia Deledda”(2)

Nella sua vita romana entrò nel circuito degli scrittori e dei giornalisti ed intellettuali della “Roma Bizantina” conobbe di persona Olga Ossani e cominciò a frequentare la casa di Santa Marinella e i salotti intellettuali della Capitale stringendo amicizia con Maria Montessori, Matilde Serao ed Eleonora Duse. Ed anche Ugo Ojetti, Luigi Pirandello, Edoardo Scarfoglio, Guelfo Civinini, Trilussa.

L’amicizia con Olga Ossani e la sua frequentazione della casa di Santa Marinella è testimoniata dalle lettere e biglietti affettuosi che le due scrittrici si scambiavano:

“Carissima Febea, non abbiamo ancora trovato, a Santa Marinella, l’appartamento vicino al mare. Ce ne sarebbero, ma lontani, e in tal caso preferirei la sua casetta. Se assolutamente non trovassimo, sarei disposta a prenderla ancora, per venti giorni o per un mese, dal 20 giugno al 20 luglio: ma la vorrei tutta o almeno con una delle camerette che guardano sul giardino. Sarebbe disposta a darcela? Mi dica il prezzo minimo perché quest’anno, fra le altre cose, voglio spender poco! Saluti affettuosi dalla sua GRAZIA DELEDDA” (3)

 


(2) Gianni Olla Scenari Sardi Aipsa edizioni pag. 116
(3) Ferdinando Cordova Caro Olgogigi Franco Angeli pag. 246

I salotti Romani e Santa Marinella

Grazia Deledda riuscì ad inserirsi e a farsi conoscere nel mondo della letteratura e della cultura presentandosi nelle numerosissime lettere che andava scrivendo a tutti gli editori, giornalisti, uomini politici, regine e contesse, insomma al mondo che contava, per proporre la propria opera, per autopromuoversi. Così scriveva a Olga Ossani il 23 marzo 1894:

Lettera Deledda

Lettera a Olga Ossani

“Gentilissima Signora, sapendo che lei nutre un po’ di simpatia per la mia povera persona, oso farle spedire dal mio editore (Dessì di Sassari) il mio primo volume di Racconti Sardi. S’Ella vorrà essere così buona da parlarne sui giornali ove scrive, non farà che accrescere la stima, la simpatia e l’ammirazione che io nutro per Febea. Perdoni l’ardire, gentile signora, esaudisca la mia preghiera ed accolga l’omaggio di Grazia Deledda”(2)

Nella sua vita romana entrò nel circuito degli scrittori e dei giornalisti ed intellettuali della “Roma Bizantina” conobbe di persona Olga Ossani e cominciò a frequentare la casa di Santa Marinella e i salotti intellettuali della Capitale stringendo amicizia con Maria Montessori, Matilde Serao ed Eleonora Duse. Ed anche Ugo Ojetti, Luigi Pirandello, Edoardo Scarfoglio, Guelfo Civinini, Trilussa.

L’amicizia con Olga Ossani e la sua frequentazione della casa di Santa Marinella è testimoniata dalle lettere e biglietti affettuosi che le due scrittrici si scambiavano:

“Carissima Febea, non abbiamo ancora trovato, a Santa Marinella, l’appartamento vicino al mare. Ce ne sarebbero, ma lontani, e in tal caso preferirei la sua casetta. Se assolutamente non trovassimo, sarei disposta a prenderla ancora, per venti giorni o per un mese, dal 20 giugno al 20 luglio: ma la vorrei tutta o almeno con una delle camerette che guardano sul giardino. Sarebbe disposta a darcela? Mi dica il prezzo minimo perché quest’anno, fra le altre cose, voglio spender poco! Saluti affettuosi dalla sua GRAZIA DELEDDA” (3)

 


(2) Gianni Olla Scenari Sardi Aipsa edizioni pag. 116
(3) Ferdinando Cordova Caro Olgogigi Franco Angeli pag. 246

Femminismo

Grazia Deledda condivise con l’amica Olga Ossani anche la passione femminista.

Primo Congresso Nazionale delle Donne Italiane - tessera    La Donna

Insieme alla Montessori inaugurò il primo congresso del Movimento Femminista Italiano che si tenne a Roma nel 1908, inaugurato dalla Regina Elena con un pubblico composto da oltre 1.400 donne. In seno allo storico congresso si affrontò il problema del lavoro, dell’istruzione, della salute e dei diritti politici delle donne.

Primo Congresso Nazionale delle Donne Italiane: scheda di adesione

Primo Congresso Nazionale delle Donne Italiane: scheda di adesione

Ben presto però il femminismo della Deledda si orientò sul tema della sororità, allontanandosi dal femminismo militante.

Di sororità fu il rapporto che strinse con Sibilla Aleramo, con Matilde Serao, che dovette fronteggiare una crisi matrimoniale sfociata in tragedia.

E così fu anche nel rapporto con Eleonora Duse, Maria Montessori e la stessa Olga Ossani, donne dal vissuto pubblico sfavillante e dal privato spesso doloroso.

Femminismo

Grazia Deledda condivise con l’amica Olga Ossani anche la passione femminista.

Primo Congresso Nazionale delle Donne Italiane - tessera    La Donna

Insieme alla Montessori inaugurò il primo congresso del Movimento Femminista Italiano che si tenne a Roma nel 1908, inaugurato dalla Regina Elena con un pubblico composto da oltre 1.400 donne. In seno allo storico congresso si affrontò il problema del lavoro, dell’istruzione, della salute e dei diritti politici delle donne.

Primo Congresso Nazionale delle Donne Italiane: scheda di adesione

Primo Congresso Nazionale delle Donne Italiane: scheda di adesione

Ben presto però il femminismo della Deledda si orientò sul tema della sororità, allontanandosi dal femminismo militante.

Di sororità fu il rapporto che strinse con Sibilla Aleramo, con Matilde Serao, che dovette fronteggiare una crisi matrimoniale sfociata in tragedia.

E così fu anche nel rapporto con Eleonora Duse, Maria Montessori e la stessa Olga Ossani, donne dal vissuto pubblico sfavillante e dal privato spesso doloroso.

Il Matrimonio

“Anche pigliando il tuo nome, serberò intera la mia personalità”

Grazie Deledda e Palmiro Madesani

Grazie Deledda e Palmiro Madesani

 Grazia Deledda e Palmiro Madesani si erano conosciuti a Cagliari, durante una festa mondana. Dopo soli due mesi di corteggiamento, lei accettò di diventare sua moglie. Si sposarono a Nuoro l’11 Gennaio del 1900, per poi in seguito trasferirsi a Roma.

All’epoca in cui si conobbero, Palmiro lavorava come funzionario del Ministero delle Finanze. Colpito dal talento della scrittrice e dalla passione alla quale lei non poteva né voleva sottrarsi Madesani decise lasciare il suo lavoro e di dedicarsi all’attività di agente letterario della moglie. Il fatto che il marito di Deledda si mettesse al servizio del talento della moglie, il rapporto “moderno” che i due esibivano con disinvoltura negli ambienti mondani. suscitò il sarcasmo Luigi Pirandello che volle mettere in ridicolo la figura del Madesani, cominciando a chiamarlo pubblicamente Grazio Deleddo.

"Suo marito" di Luigi Pirandello

“Suo marito” di Luigi Pirandello

Successivamente Madesani e Deledda divennero protagonisti del romanzo dello stesso Pirandello “Suo marito”. In una lettera datata 18 Dicembre 1908, Pirandello annunciava all’amico Ugo Ojetti la sua intenzione di inviare alla casa editrice Treves il romanzo “Suo marito”. “Son partito dal marito di Grazia Deledda. Lo conosci? Che capolavoro, Ugo mio! Dico, il marito di Grazia Deledda, intendiamoci”. Treves rifiutò di pubblicare il romanzo con una cortese ma ferma lettera: come avrebbe reagito lui, Pirandello, se l’editore avesse accettato di pubblicare Sua moglie, sulla sua ben più “imbarazzante” situazione familiare? Il romanzo ebbe poi luce nel 1911 con la casa editrice Quattrini di Firenze. (4)

 


(4) https://meandsardinia.it/la-strana-questione-tra-grazia-deledda-suo-marito-e-pirandello/

Il Matrimonio

“Anche pigliando il tuo nome, serberò intera la mia personalità”

Grazie Deledda e Palmiro Madesani

Grazie Deledda e Palmiro Madesani

 Grazia Deledda e Palmiro Madesani si erano conosciuti a Cagliari, durante una festa mondana. Dopo soli due mesi di corteggiamento, lei accettò di diventare sua moglie. Si sposarono a Nuoro l’11 Gennaio del 1900, per poi in seguito trasferirsi a Roma.

All’epoca in cui si conobbero, Palmiro lavorava come funzionario del Ministero delle Finanze. Colpito dal talento della scrittrice e dalla passione alla quale lei non poteva né voleva sottrarsi Madesani decise lasciare il suo lavoro e di dedicarsi all’attività di agente letterario della moglie. Il fatto che il marito di Deledda si mettesse al servizio del talento della moglie, il rapporto “moderno” che i due esibivano con disinvoltura negli ambienti mondani. suscitò il sarcasmo Luigi Pirandello che volle mettere in ridicolo la figura del Madesani, cominciando a chiamarlo pubblicamente Grazio Deleddo.

"Suo marito" di Luigi Pirandello

“Suo marito” di Luigi Pirandello

Successivamente Madesani e Deledda divennero protagonisti del romanzo dello stesso Pirandello “Suo marito”. In una lettera datata 18 Dicembre 1908, Pirandello annunciava all’amico Ugo Ojetti la sua intenzione di inviare alla casa editrice Treves il romanzo “Suo marito”. “Son partito dal marito di Grazia Deledda. Lo conosci? Che capolavoro, Ugo mio! Dico, il marito di Grazia Deledda, intendiamoci”. Treves rifiutò di pubblicare il romanzo con una cortese ma ferma lettera: come avrebbe reagito lui, Pirandello, se l’editore avesse accettato di pubblicare Sua moglie, sulla sua ben più “imbarazzante” situazione familiare? Il romanzo ebbe poi luce nel 1911 con la casa editrice Quattrini di Firenze. (4)

 


(4) https://meandsardinia.it/la-strana-questione-tra-grazia-deledda-suo-marito-e-pirandello/

Il teatro e il Cinema
L'Edera

L’Edera

Ancora a Santa Marinella lavorò con la collaborazione di Camillo Antona Traversi alla riduzione drammaturgica del romanzo L’edera che aveva incontrato subito il favore del grande pubblico realizzando nel giro di due settimane, una tiratura di settemila copie (novemila dopo qualche mese) e il 6 febbraio venne rappresentata al Teatro Argentina di Roma e replicata per dieci sere consecutive.

CenereDall’incontro tra Grazia Deledda e la Duse nacque la collaborazione per la realizzazione dell’unico film di Duse, “Cenere”. Sarà proprio Olga Ossani a suggerire l’idea di trasporre un romanzo di Grazia Deledda, Cenere, ambientato nel cuore della Sardegna e incentrato su un intenso personaggio di donna anziana, in una pellicola. In un saggio di Ferdinando Cordova, pubblicato all’interno del volume di Gianni Olla “Scenari Sardi” è pubblicato anche il Soggetto per il cinema scritto dalla Deledda per la Duse e risalente al maggio del 1916. Si noti che in una lettera alla figlia la Duse fa esplicitamente riferimento a un compenso di 5.000 lire ricevuto da Olga Ossani per Cenere “ …on donne 5 mille à Olga Ossani pour (trop long à te ra- conter) ses bonnes paroles données pour une autre société” [vengono dati 5 mila a Olga Ossani per (troppo lungo da raccontare) le buone parole che ha speso per un’altra società (5)

 


(5) https://www.academia.edu/2077198/Non_solo_dive_Pioniere_del_cinema_italiano pag 90

Il teatro e il Cinema
L'Edera

L’Edera

Ancora a Santa Marinella lavorò con la collaborazione di Camillo Antona Traversi alla riduzione drammaturgica del romanzo L’edera che aveva incontrato subito il favore del grande pubblico realizzando nel giro di due settimane, una tiratura di settemila copie (novemila dopo qualche mese) e il 6 febbraio venne rappresentata al Teatro Argentina di Roma e replicata per dieci sere consecutive.

CenereDall’incontro tra Grazia Deledda e la Duse nacque la collaborazione per la realizzazione dell’unico film di Duse, “Cenere”. Sarà proprio Olga Ossani a suggerire l’idea di trasporre un romanzo di Grazia Deledda, Cenere, ambientato nel cuore della Sardegna e incentrato su un intenso personaggio di donna anziana, in una pellicola. In un saggio di Ferdinando Cordova, pubblicato all’interno del volume di Gianni Olla “Scenari Sardi” è pubblicato anche il Soggetto per il cinema scritto dalla Deledda per la Duse e risalente al maggio del 1916. Si noti che in una lettera alla figlia la Duse fa esplicitamente riferimento a un compenso di 5.000 lire ricevuto da Olga Ossani per Cenere “ …on donne 5 mille à Olga Ossani pour (trop long à te ra- conter) ses bonnes paroles données pour une autre société” [vengono dati 5 mila a Olga Ossani per (troppo lungo da raccontare) le buone parole che ha speso per un’altra società (5)

 


(5) https://www.academia.edu/2077198/Non_solo_dive_Pioniere_del_cinema_italiano pag 90

La politica: Il Fascismo

Deledda e Mussolini non ebbero mai facili rapporti. La scrittrice seguì, senza prendere parte al dibattito politico, l’ascesa del Duce.

Sapeva bene quanto fosse difficile per gli artisti aver a che fare con un potere politico invadente, totalitario.

Così quando le venne commissionata la stesura del testo unico per le scuole elementari, un evidente “catechismo” scolastico del pensiero unico Deledda rifiutò perentoriamente.

Fu il figlio Sardus a stendere il sussidiario al posto della madre, timoroso delle ripercussioni incontrollabili del Duce, dati i pericolosi precedenti.

Il testo scolastico rimase in uso per un quinquennio.

Il libro della terza classe elementare

Il libro della terza classe elementare

Prima ancora che le fosse attribuito il Nobel Mussolini volle incontrare Grazia Deledda mel corso del colloquio, il Capo del governo le chiese “Signora Deledda, c’è qualche desiderio che posso soddisfare?” Lei rispose “Ci sarebbe, signor presidente, un mio concittadino, nuorese come me voglio dire, si chiama Elias Sanna, è al confino. Io lo conosco bene. è persona onesta sotto tutti i punti di vista”. Dopo pochi giorni, Elias Sanna si presenterà alla Deledda stupito. Sta tornando a Nuoro ed è di passaggio a Roma. “Mi è stato detto di tornare a casa. Non capisco come questo sia possibile”. E Grazia: “Non preoccupatevi, se vi hanno detto di tornare a Nuoro vuol dire che potete farlo” senza fare menzione del suo intervento presso Mussolini. (6)

 


(6) https://www.sardiniapostmagazine.it/il-dono-del-duce-a-grazia-deledda/

La politica: Il Fascismo

Deledda e Mussolini non ebbero mai facili rapporti. La scrittrice seguì, senza prendere parte al dibattito politico, l’ascesa del Duce.

Sapeva bene quanto fosse difficile per gli artisti aver a che fare con un potere politico invadente, totalitario.

Così quando le venne commissionata la stesura del testo unico per le scuole elementari, un evidente “catechismo” scolastico del pensiero unico Deledda rifiutò perentoriamente.

Fu il figlio Sardus a stendere il sussidiario al posto della madre, timoroso delle ripercussioni incontrollabili del Duce, dati i pericolosi precedenti.

Il testo scolastico rimase in uso per un quinquennio.

Il libro della terza classe elementare

Il libro della terza classe elementare

Prima ancora che le fosse attribuito il Nobel Mussolini volle incontrare Grazia Deledda mel corso del colloquio, il Capo del governo le chiese “Signora Deledda, c’è qualche desiderio che posso soddisfare?” Lei rispose “Ci sarebbe, signor presidente, un mio concittadino, nuorese come me voglio dire, si chiama Elias Sanna, è al confino. Io lo conosco bene. è persona onesta sotto tutti i punti di vista”. Dopo pochi giorni, Elias Sanna si presenterà alla Deledda stupito. Sta tornando a Nuoro ed è di passaggio a Roma. “Mi è stato detto di tornare a casa. Non capisco come questo sia possibile”. E Grazia: “Non preoccupatevi, se vi hanno detto di tornare a Nuoro vuol dire che potete farlo” senza fare menzione del suo intervento presso Mussolini. (6)

 


(6) https://www.sardiniapostmagazine.it/il-dono-del-duce-a-grazia-deledda/

Il Nobel
Nobel a Grazia Deledda

Grazia Deledda alla cerimonia per il conferimento del premio Nobel per la letteratura

Remo Branca, tra i primi biografi della scrittrice, riporta di un nuovo incontro tra Deledda e Mussolini in seguito alla vittoria del Nobel durante il quale la donna ringraziò il Re di Svezia, il Re d’Italia, Dio, ma ostinatamente e ostentatamente rifiutò di citare il Presidente del Consiglio italiano durante il discorso del conferimento del Nobel.

Seguì l’inevitabile incontro ufficiale al rientro da Stoccolma Mussolini le chiese espressamente di scrivere qualcosa per il partito. La risposta piccata della temeraria nuorese fu: “L’arte non fa politica”. Come ritorsione ci fu «un consiglio» ai librai di non esporre i libri della neo Premio Nobel. I diritti d’autore sulla vendita dei libri, quell’anno, furono molto più scarsi del previsto per questa motivazione che lo stesso editore Treves svela in una lettera di risposta alla Deledda, seccata per il poco guadagno”. (7)

 

Discorso di Grazia Deledda in occasione del conferimento del premio Nobel

 

 


(7)https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/08/15/grazia-deledda-85-anni-dalla-morte-della-scrittrice-che-sfido-mussolini/6287615

Il Nobel
Nobel a Grazia Deledda

Grazia Deledda alla cerimonia per il conferimento del premio Nobel per la letteratura

Remo Branca, tra i primi biografi della scrittrice, riporta di un nuovo incontro tra Deledda e Mussolini in seguito alla vittoria del Nobel durante il quale la donna ringraziò il Re di Svezia, il Re d’Italia, Dio, ma ostinatamente e ostentatamente rifiutò di citare il Presidente del Consiglio italiano durante il discorso del conferimento del Nobel.

Seguì l’inevitabile incontro ufficiale al rientro da Stoccolma Mussolini le chiese espressamente di scrivere qualcosa per il partito. La risposta piccata della temeraria nuorese fu: “L’arte non fa politica”. Come ritorsione ci fu «un consiglio» ai librai di non esporre i libri della neo Premio Nobel. I diritti d’autore sulla vendita dei libri, quell’anno, furono molto più scarsi del previsto per questa motivazione che lo stesso editore Treves svela in una lettera di risposta alla Deledda, seccata per il poco guadagno”. (7)

 

Discorso di Grazia Deledda in occasione del conferimento del premio Nobel

 

 


(7)https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/08/15/grazia-deledda-85-anni-dalla-morte-della-scrittrice-che-sfido-mussolini/6287615

Febea