Maria Montessori

Maria Montessori
Note biografiche

Maria Montessori nasce nel 1870 a Chiaravalle.

E’ la prima donna a frequentare la Facoltà di Medicina alla Sapienza a Roma. Nel 1898 nasce il figlio Mario da una relazione con un collega che non sposerà. Maria partorisce in segreto per nascondere lo scandalo di un figlio illegittimo. Il piccolo Mario viene dato in adozione. La madre manterrà sempre i contatti con lui pur facendogli credere per lungo tempo di essere sua zia. Nel 1907 inaugura la Casa dei Bambini , nome suggerito da Olga Ossani, nel quartiere di San lorenzo a Roma. Nel 1914 va a New York con il figlio per divulgare il suo metodo educativo.

Nel 1924 Mussolini le accorda la riapertura delle scuole montessoriane ma Maria rinuncia perchè contraria alla dittatura . Vive prima a Barcellona e poi ad Amsterdam. Nel 1939 è in India dove vivrà per 7 anni fino al termine della seconda guerra mondiale. Su invito della Società Teosofica terrà corsi di formazione pedagogica. Nel 1931 a Londra aveva conosciuto il Mahatma Gandhi con il quale riprende i contatti nel periodo vissuto in India. (1)

Scuola Montessori a Londra

Scuola Montessori a Londra (2)

Nel 1946 torna ad Amsterdam ed è insignita della Legion d’Onore. Muore nel 1952.

“Lei [Maria Montessori] ha davvero osservato che se vogliamo raggiungere la vera pace in questo mondo e se vogliamo condurre una vera guerra contro la guerra, dovremo iniziare con i bambini”
Discorso al Montessori Training College, 28 ottobre 1931.

Gandhi e Maria Montessori

Mahatma Gandhi incontra Maria Montessori al Montessori Training College di Londra (3)

 

 


(1) Gandhi si rivolge a Montessori nel 1931 in occasione dell’inaugurazione del XVII corso internazionale sul metodo Montessori a Londra. “Ella ha giustamente detto che se vogliamo veramente portare in terra una sostanziosa pace, dobbiamo cominciare dai bambini. Poiché, crescendo essi nella loro naturale innocenza, non avremo lotte, non crisi vane e stolte, ma procederemo d’amore in amore, di pace in pace, finché tutto il mondo non sarà penetrato di quell’amore e di quella pace ai quali, consciamente o inconsciamente, il mondo anela”.
Il metodo Montessori nei rapporti culturali italo indiani, in “Montessori”, a.I, n.4, luglio-agosto 1932, pp.227-228.
(2) https://www.famigliacristiana.it/articolo/maria-montessori-e-la-spiritualita-dei-bambini.aspx
(3) ibidem

Autoritratto

“Io non sono famosa grazie alla mia abilità o alla mia intelligenza, ma per il mio coraggio e la mia indifferenza nei confronti di tutto.”

“La donna nuova, come la farfalla che esce dalla crisalide, si libererà da tutti quegli attributi che una volta la resero desiderabile per l’uomo solo come fonte di benedizioni materiali dell’esistenza”. (4)

Maria Montessori

 


(4) “Maria Montessori. La donna che rivoluzionò per sempre il mondo dell’educazione” RBA Italia. Titolo originale: Grandes mujeres.
(5) Foto tratte da https://www.storiaememoriadibologna.it/files/vecchio_archivio/certosa/l/1910low-15-18.pdf.

Il movimento femminile e la mobilitazione per il voto alle donne

Maria Montessori, così come Olga Ossani, aderisce e partecipa al movimento femminile di fine ottocento – primi del novecento. Condividono insieme alcuni importanti passaggi storici di quegli anni fecondi nei quali le istanze del movimento femminile prendono vita.

Nel 1896 partecipa al Congresso sui Diritti delle Donne che si tiene a Berlino. Si fa portavoce delle lavoratrici in agricoltura e fabbrica che percepiscono una paga molto inferiore a quella degli uomini pur svolgendo il medesimo lavoro.

Nel 1899 il Ministro della Pubblica Istruzione Guido Baccelli e la Contessa Lavinia Taverna (futura Presidente del Consiglio Nazionale delle Donne Italiane) designano Olga Ossani e Maria Montessori quali rappresentanti per l’Italia al Congresso Internazionale delle Donne che si tiene a Londra (25 giugno-3 luglio).

Maria Montessori con il figlio Mario

Maria Montessori con il figlio Mario (6)

I primi dieci anni del 900 italiano si configurano come un momento vivace e favorevole alla crescita del Movimento delle Donne.
Si formano numerosi Comitati per il Suffragio alle donne, associazioni e organi di stampa che contribuiscono alla diffusione delle istanze femminili.

Il 26 febbraio 1906 “La Vita”, quotidiano romano diretto da Olga Ossani, pubblica “il proclama” redatto da Maria Montessori a nome dell’Associazione “Pensiero e Azione” per la richiesta del voto alle donne.

“Donne tutte sorgete! Il vostro primo dovere in questo momento sociale è di chiedere il voto politico”.

 

 


(6) https://www.metodomontessori.it/informazioni-utili/mario-montessori-biografia

Le maestre di Senigallia

Dieci donne marchigiane, tutte maestre elementari, nel 1906 ottengono anche se solo per qualche mese il diritto di voto. A ispirarle uno scritto di Maria Montessori che spingeva le donne a iscriversi alle liste. “Donne tutte, sorgete! Portate l’alto vessillo della vostra italianità alle urne – chiedete il voto politico: esso sarà un mezzo di gloria, di purificazione e di vita nazionale!”

Le dieci maestre presentano un atto di iscrizione alle liste elettorali per le future elezioni politiche. La Commissione Elettorale della Provincia di Ancona accoglie l’istanza. Il Procuratore del Re fa immediatamente ricorso. La Corte d’Appello di Ancona, Presidente Lodovico Mortara, rigetta il reclamo e conferma l’iscrizione. Ma a maggio 1907, la Corte di Cassazione di Roma annulla la sentenza. (7)

11 marzo 1906. Petizione di donne al Parlamento per ottenere il diritto di voto. Firmano tra le altre Maria Montessori, dottoressa in medicina e chirurgia, e Olga Lodi (Febea).

“Il vecchio idillio del focolare non esiste più che per i poeti”

“La massa delle donne lavora oggi con la mente e colle braccia
e lotta per l’esistenza per sé ed i figli, in aiuto ai genitori e al marito”

“Le scriventi domandano unicamente che loro sia tolta la incapacità giuridica di esercitare il diritto al voto elettorale amministrativo e politico” (8)

Il 23 aprile 1908 si apre a Roma in Campidoglio il Primo congresso Nazionale delle Donne Italiane alla presenza della Regina d’Italia Elena del Montenegro. Il Congresso, al quale parteciperanno più di mille delegate, proseguirà fino al 30 aprile nel monumentale Palazzo di Giustizia «per studiare e discutere un problema complesso e grave: la questione femminile”.

Scrive Febea “ Nel 1908, per opera e merito del Consiglio Nazionale delle donne italiane, l’eterno feminino evoluto e organizzato – forse non ancora del tutto cosciente – s’ebbe la sua apoteosi col primo grande Congresso delle donne italiane tenuto in Roma e nella legittima sede degli ideali dibattiti intorno a diritti e doveri nel palazzo di giustizia”. (9)

 

 


(7) www.labodif.com
(8) Biblioteca nazionale centrale di Roma. Biblioteca digitale.
(9) https://www.storiaememoriadibologna.it/files/vecchio_archivio/certosa/l/1910low-15-18.pdf

Eva evoluta
Olga Ossani Lodi

Olga Ossani Lodi

Nel 1908 Febea scrive un lungo articolo per “La Lettura” sul “movimento feminista in Italia e specialmente a Roma”.
Olga si definisce “ fedele, paziente, persistente cronista di un’agitazione di cui intuì l’importanza quando se ne contestava persino l’esistenza”.

“Da noi – continua Febea – tra di noi, fra le donne nostre, dotate con così proporzionata ed armonica varietà e complessità di doni spirituali e fisici, d’immaginazione e buon senso, senno e fantasia, energia e sallute, fecondità dell’anima e del corpo, sia esistito sempre, incosciente e inavvertito, il germe dell’onesto e sano feminismo, il buon germe di una giusta rivendicazione di diritti derivanti da doveri”.

“Nel Congresso tutte le varie e molteplici forme del feminismo italiano, dalle più assennate alle più arrischiate, dalle meglio acclimatate alle più esotiche, furono degnamente rappresentate; ad eccezione … di quello che a me pare il vero movimento feminista “di poema degnissimo e di storia”: la evoluzione lenta, progressiva, incessante, della donna nostra laboriosa e modesta, che passa dalla beata irresponsabilità della sua vita famigliare all’aspra lotta per l’esistenza, dalla casa al laboratorio, dal salotto all’ufficio, dall’ombra alla luce, a passo lento, a fronte alta, senza predicazioni, declamazioni, atteggiamenti, tribunizi o gladiatori, con semplicità, dignità, decoro… fors’anche un po’ di nostalgia del passato, e come chi sa di dover compiere un dovere al quale non è più possibile sottrarsi”.

Consiglio Nazionale delle Donne Italiane

 


(10)  https://www.storiaememoriadibologna.it/files/vecchio_archivio/certosa/l/1910low-15-18.pdf
(11) ibidem
(12) ibidem
(13) Eva Evoluta https://www.storiaememoriadibologna.it/files/vecchio_archivio/certosa/l/1910low-15-18.pdf
(14) ibidem

Eva evoluta
Olga Ossani Lodi

Olga Ossani Lodi

Nel 1908 Febea scrive un lungo articolo per “La Lettura” sul “movimento feminista in Italia e specialmente a Roma”.
Olga si definisce “ fedele, paziente, persistente cronista di un’agitazione di cui intuì l’importanza quando se ne contestava persino l’esistenza”.

“Da noi – continua Febea – tra di noi, fra le donne nostre, dotate con così proporzionata ed armonica varietà e complessità di doni spirituali e fisici, d’immaginazione e buon senso, senno e fantasia, energia e sallute, fecondità dell’anima e del corpo, sia esistito sempre, incosciente e inavvertito, il germe dell’onesto e sano feminismo, il buon germe di una giusta rivendicazione di diritti derivanti da doveri”.

“Nel Congresso tutte le varie e molteplici forme del feminismo italiano, dalle più assennate alle più arrischiate, dalle meglio acclimatate alle più esotiche, furono degnamente rappresentate; ad eccezione … di quello che a me pare il vero movimento feminista “di poema degnissimo e di storia”: la evoluzione lenta, progressiva, incessante, della donna nostra laboriosa e modesta, che passa dalla beata irresponsabilità della sua vita famigliare all’aspra lotta per l’esistenza, dalla casa al laboratorio, dal salotto all’ufficio, dall’ombra alla luce, a passo lento, a fronte alta, senza predicazioni, declamazioni, atteggiamenti, tribunizi o gladiatori, con semplicità, dignità, decoro… fors’anche un po’ di nostalgia del passato, e come chi sa di dover compiere un dovere al quale non è più possibile sottrarsi”.

Consiglio Nazionale delle Donne Italiane

 


(10)  https://www.storiaememoriadibologna.it/files/vecchio_archivio/certosa/l/1910low-15-18.pdf
(11) ibidem
(12) ibidem
(13) Eva Evoluta https://www.storiaememoriadibologna.it/files/vecchio_archivio/certosa/l/1910low-15-18.pdf
(14) ibidem

Lettere di Maria Montessori a Olga Ossani

Del rapporto tra Montessori e Ossani si ha traccia nelle lettere che le due si scambiano fin dal 1898.
Montessori le scrive dalla “Scuola magistrale ortofrenica della lega nazionale per la protezione dei fanciiuilli deficienti”
“Illustre e gentilissima Febea,
mi permetto di inviarti un invito insieme a tanti affettuosi saluti. Se tu venissi renderesti la riunione importante e simpatica; ma se questo dovesse menomamente recarti disturbo, sappi ch’io qualunque cosa darei in olocausto piuttosto che darti una noia: anche darei l’infinito piacere di poterti stringere la mano.
Perciò in qualunque modo ti ringrazio e tengo questa se non altro come una occasione gradita d’inviarti l’espressione della mia più affettuosa amicizia.
Tua M. Montessori (15)

1905
“…io mi compiaccio di cuore di metterti tra le più care amiche, comunicandoti che Domenica darò il mio debutto come Prof. All’Università. La mia prolusione al Corso di Antropologia ha per titolo “L’Antropologia nei suoi rapporti con le scienze mediche, giuridiche e pedagogiche”. (16)

marzo 1906
Carissima Amica,
A proposito della campagna pel voto alla donna, che Tu fai rifulgere con gli splendori della tua anima e della tua penna – e per la quale tu che eri potente stai diventando possente – ho da rivolgerti, o meglio da trasmetterti una domanda.
Circa una ventina di signorine intellettuali ( diplomate dall’Istituto Sup. di Magistero o studentesse di Università) hanno già deposto all’Anagrafe regolare domanda pel voto di elettorato politico. Esse si sono occupate d’indagare da chi dipenderà la loro sorte ( alla quale sono attaccatissime) e sanno che la Commissione Elettorale sarà composta così: Errante, Aureli, Jacoucci, Lucernari, Gabrielli, Campanari. E poi sono venute da me a chiedere una specie di “ influente raccomandatizia” verso queste persone. Ma io vivo talmente fuori dalla società e dal mondo, che non solo non conosco nessuna di queste persone, ma non ho l’autorità né la notorietà per tentare alcun passo di questo genere, dato pute che le conoscessi. La “ Regina della festa” sei tu – e ti facciamo tutte unanimemente candidata al trono della nostra riconoscenza: oltredichè un vero monumento immortale di gloria verrà sul tuo bel nome amato. Io perciò a te trasmetto il compito: poiché se la cosa è possibile – tu sola puoi farla. Suggestiona col tuo fascino questa breve commissione, sorprendila col tuo genio – e porta la palma !! Con tale vittoria circa cinquanta donne saranno ipso-facto elettrici in Roma.
Sarei venuta di persona a parlartene – ma doppo una visita che ti feci tempo fa, le malattie hanno perseguitato casa mia e me stessa – e sono troppo convalescente per uscire col tempo minaccioso. Mia cara – tu sei alta al soprannaturale agli occhi miei nella lotta presente – e tu sarai un simbolo di nostra redenzione ! Avanti fino alla …Vita!
Tua sempre devota amica Maria Montessori (17)

«Signori, signori! Lottiamo contro il voto alla donna, perché le donne parlano meglio di noi, e saremmo perduti!».
“Essi temono la gran forza sociale che si avanza: la donna! Sono fanciulli che tremano al pensiero di perdere la loro bambola”
Roma, 21 ottobre 1906
Olga carissima.
Nella festa commovente dell’altra sera – che mi sembrò l’inno dei cuori alla vostra «Vita» che si diffonde vibrante e bella, e «ammantata di giustizia» – si parlò tanto, nella conversazione privata, di voto alle donne – che non possiamo tacerne. Tu, preoccupata dei tuoi invitati, non potevi in quel momento seguire la nostra battaglia. Ma io ero disposta come una mitragliatrice in pieno Parlamento: seduta al banchetto tra l’onorevole Barzilai e l’onorevole Nitti, di prospetto o quasi all’onorevole Mazza feci un fuoco di fila continuo sul voto alla donna. I deputati si schernirono.
Quando allo sciampagna brindai alla conversione del Nitti, che s’era mostrato contrario al voto in modo più assoluto del Barzilai, egli protestò che la conversione non sarebbe avvenuta. Perché? Il perché lo disse, e io allora gli promisi di rispondergli su «La Vita». Ma vicino ai «perché» detti dai deputati, ci sono ancora quelli sentiti, che sfuggono talvolta all’animo, sia pure mascherati da uno scherzo gentile.
Quando tu parlasti con tanta grazia femminile e con sì semplice eloquenza, si gridò: «Signori, signori! Lottiamo contro il voto alla donna, perché le donne parlano meglio di noi, e saremmo perduti!».
Io credo che stia qui sotto tra veli leggiadri un poderoso perché: essi temono la gran forza sociale che si avanza: la donna! Sono fanciulli che tremano al pensiero di perdere la loro bambola: e non riflettono che siamo appunto alla vigilia di una crescenza d’anime e di coscienze, che conduce a respingere i giuocattoli, e a cercare la compagnia delle persone vive. L’infanzia dell’umanità, il periodo della grande preparazione sta per finire.
Tutti gli uomini si guardano in faccia nella letizia della vita che ha raggiunto il rigoglio pieno e lo scopo: e si danno la mano nel comune lavoro, mentre cadono a terra i cenci variopinti e l’orpello delle caste; e dalle mani dell’uomo sfugge la bambola, animatasi di spirito nuovo. Non siamo tutti, nel nuovo Verbo della civiltà, esseri umani liberi, eguali, fraterni? E il mistero glorioso dell’uguaglianza universale, una e trina, esclude forse la donna? L’uguaglianza, invece, nei diritti e nei doveri di tutti gli esseri umani non soltanto è un assoluto categorico; ma non può più esserlo unicamente: non può più rimanere allo stato d’idea.
Questa verità, amica mia, scaturiva limpida e chiara, dalle nostre conversazioni, l’altra sera, e l’onorevole Barzilai ne convenne, dicendo: «Non ci sono più argomenti serii contro il voto alla donna!».
Argomenti, no… Ma appigli, cavilli, scogli di pregiudizio ai quali molti si aggrappano disperatamente, invocando l’oscurità, l’immobilità sociale, mentre la luce e la corsa vertiginosa del progresso abbaglia e trascina. Poiché non il pensiero è contro di noi, non la giustizia è contro di noi, e pensiero e giustizia sono la mente e il cuore dei grandi moti sociali. (18)

 


(15) Ferdinando Cordova “Caro Olgogigi” Lettere ad Olga e Luigi Lodi. Dalla Roma bizantina all’Italia fascista (1881-1933). Milano, Franco Angeli 2003. Lettera n.317 pag. 315
(16) ibidem. Lettera n.436 pag. 381
(17) ibidem. Lettera n.. 461 pag. 392
(18) https://www.illibraio.it/news/narrativa/lettere-maria-montessori-1429183

Intervista

Intervista (19) del 1947 della Incom a Maria Montessori relativa al periodo del suo esilio quando nel 1934 il Governo di Mussolini chiude le scuole che applicavano il suo metodo.

Nel 1939 Montessori abbandona l’Europa e si trasferisce in India dove resta per sette anni.

 


(19) Archivio Istituto Luce Cinecittà

Febea